Innanzitutto scusate per questo mio periodo di assenza, dovuto a impegni vari, e a una odiosa influenza
Dato che sto cambiando un po’ il “parco macchine” di camera mia, sono andato a fare quattro passi per comprare due oggetti molto semplici, spesso sottovalutati: un mouse e una tastiera.
Da buon Linuxiano, arrivo nel negozio con le idee chiare: tutta roba non Microsoft (70€ per una tastiera storta? Perché?), non wireless (tutti i giorni a ricaricare le batterie?), classico attacco usb (ps/2 ormai è un ricordo), il mouse non deve essere della dimensione di un biglietto del bus, e la tastiera non deve avere 3.000 bottoncini inutili.
Torno a casa, apro, provo i miei acquisti. Il mouse funziona alla perfezione, comodissimo. La tastiera si mostra elegante, compatta, ma… ha una dozzina di tasti sui quali si è deciso di riparmiare la plastica (almeno, è l’unico motivo “intelligente” che sono riuscito a darmi). Una tastiera, all’apparenza innocua, che, tutto ad un tratto, mostra la sua innata crudeltà: una barra spaziatrice lunga come il tappo della penna, un tasto invio che adesso vive con il complesso di inferiorità, uno shift destro per i quali i progettisti sembrano aver pensato: “massì, tanto rimane sempre quello di sinistra”. Alcuni tasti sono addirittura spostati: il tasto per digitare “<” e “>” (che solitamente è alla sinistra della “Z”), si trova, sulla sinistra della barra spaziatrice. Scrivere una pagina in xml all’inizio risulta essere frustrante. Il tasto usato per fare la “ù” è stato messo sopra (e non sulla sinistra) del tasto invio. Canc si trova alla destra del Ctrl destro. Nonostante tutto i progettisti hanno trovato il modo di inserire un inutile Fn, il tasto di Windows, il doppio ctrl, un tastino “wakeup” (che non è un tasto extra, è proprio nel blocco dei soliti tasti) e il tastino per il menù a tendina.
Le sorprese non sono finite qui: quando abilito block num ritrovo una spiacevole entità maligna, che avevo già incontrato in alcuni controlli di volume sul cavo di alcune casse audio: l’accecante led blu.
Mi sono chiesto: “perché? Perché mettono sti fastidiosissimi led blu?”. Forse Debian non è l’unica a riprendere dal Toystory della Pixar: a quanto pare la Trust ha voluto mettere il laser di Buzz lightyear nel suo prodotto.
Dopo questo sfogo, mi scuso con voi, e vi rassicuro dicendo che sto preparando altro codice da assaggiare
frafra Frafra tastiera